La conversione pastorale
S.E.R. Mons. Víctor Fernández
Rettore della Pontificia Universidad Católica Argentina (Argentina)
In Evangelii gaudium, intesa come un programma pastorale per tutta la Chiesa, il Papa ci propone una trasformazione missionaria, che conduca tutta la Chiesa ad una “Uscita da sé”, rinunciando a centrarsi su sé stessa. Perciò invita tutti ad una conversione pastorale e missionaria.
Il fatto che si tratti di una conversione comporta un ritorno a Dio con tutto il cuore. Però è anche una conversione al Regno, con tutte le sue dimensioni. Per ciò stesso deve anche essere una conversione fraterna e sociale. Questa dimensione comunitaria non viene sempre adeguatamente esplicitata, a causa di condizionamenti che limitano l’espandersi della grazia nella nostra esistenza. Quando, però, viene presa sul serio e permettiamo che la grazia ci apra ad una vita pienamente fraterna e socialmente impegnata, si realizza una “conversione sociale”.
In questo contesto si inserisce la conversione pastorale, che può avere diversi significati: conversione del pastore a Dio; conversione che lo coinvolge più decisamente in un impegno pastorale; conversione dei propri compiti; conversione di una comunità che la rende maggiormente apostolica; conversione delle strutture ecclesiali per orientarle meglio all’evangelizzazione.
Il Papa ritiene che oggi la conversione pastorale debe essere una conversione “missionaria”, che orienta tutta la vita della Cheisa ad uscire da sé stessa per cercare quanti si sono allontanati, coloro che non ci sono. Ciò suppone certamente lo sviluppo di uno siprito che incoraggi alla missione, una riforma delle strutture che orienti tutto a questa uscita missionaria, uno stile di apertura, vicinanza e misericordia, ma anche un cambio nel modo di annunciare il Vangelo. Di fatto, il grande tema di Evangelii gaudium, indicato anche dal sottotitolo, è l’“annuncio” del Vangelo. Nella missione ad gentes questo annuncio è fondamentalmente il kerygma, l’annuncio di un Padre che ama incondizionatamente, che consegna suo Figlio per la nostra salvezza e che oggi lo offre risuscitato affinché entriamo in comunione con lui. Se tutta la pastorale della Chiesa si converte alla missione, questo annuncio deve emergere sopra qualsiasi altro contenuto dottrinale.
L’allora Cardinal Bergoglio maturò queste convinzioni ad Aparecida (2007), nelle riflessioni della Conferenza Episcopale Argentina e nella sua Arcidiocesi. Questo contesto aiuta a comprendere il significato della proposta di conversione pastorale e missionaria di Evangelii gaudium.