Fisichella: guardare la Natività per sentirsi meno soli

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Il presidente del Pontificio Consiglio della Nuova Evangelizzazione parla della mostra dei ‘Cento presepi in Vaticano’ che si apre domenica 13 dicembre e ribadisce l’importanza di questo simbolo ricordando un volumetto natalizio della LEV intitolato ‘È nato per noi’

 

Eugenio Bonanata- Città del Vaticano 

È una tradizione che continua quella della mostra dei ‘100 Presepi in Vaticano’. Alla vigilia dell’apertura, monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, si sofferma sulle ragioni del cambio di location dell’edizione 2020 che, a causa dell’emergenza sanitaria, si svolgerà sotto il colonnato di Piazza San Pietro dal 13 dicembre al 10 gennaio 2021.

Una mostra speciale

“Abbiamo scelto di realizzare la mostra all’aperto proprio per andare incontro alle regole anti contagio”, spiega il presule illustrando il significato del percorso che fisicamente ruota attorno ad alcune casette in legno all’interno delle quali sono collocate le opere provenienti da tutto il mondo. L’ingresso è libero, ogni giorno dalle ore 10 alle 22, con il gioco di luci che renderà più suggestiva la fruizione nella fascia serale.

Eppure – avverte Fisichella – la natività resta un simbolo di semplicità. “Quando siamo davanti al presepe – afferma – dobbiamo ricordare che siamo davanti alla semplicità di una rappresentazione dell’amore di Dio nei nostri riguardi. Il Signore – sottolinea – ci ama così come siamo”. Il presule ribadisce la necessità di vivere intensamente questo Natale 2020, nonostante la sofferenza che grava sulle spalle di molte persone alle prese con la pandemia.

Dio non ci abbandona mai

Se è vero che morte, malattia, solitudine e incertezze rischiano di offuscare la speranza, è altrettanto vero che tutto deve essere superato. “Dobbiamo avere in noi la certezza che non siamo soli perché tante persone vivono con noi questo stesso momento e soprattutto perché Dio non ci abbandona mai”. Questo per Fisichella è il messaggio legato al presepe. “Se stiamo vivendo un sentimento di tristezza o di solitudine avviciniamoci al presepe e guardiamo Gesù Bambino che vuole essere accolto. Allora anche noi tendiamo le braccia, stringiamolo e ci sentiremo meno soli”.

Un cammino tracciato anche nel volumetto della Libreria Editrice Vaticana intitolato ‘È nato per noi. Il Natale con Papa Francesco’, con la prefazione a firma proprio di monsignor Fisichella, che offre una raccolta di brevissimi pronunciamenti del Pontefice in diverse occasioni. “Attraverso questa pubblicazione manteniamo vivo il messaggio che il Papa ha consegnato l’anno scorso a Greccio con lettera apostolica ‘Admirabile Signum’, affinché il presepe resti un segno della tenerezza di Dio e anche uno strumento di autentica evangelizzazione”.