I venerdì della misericordia

Print Mail Pdf

I venerdì della misericordia

Giubileo: mons. Fisichella, i “Venerdì della misericordia” continuano “con le visite a sorpresa del Papa”. Tra i frutti la Giornata mondiale dei poveri

I “Venerdì della misericordia”, voluti dal Papa per l’Anno giubilare, “stanno continuando ancora periodicamente con le visite a sorpresa del Santo Padre”. Lo ha fatto notare mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, durante la “lectio” in corso oggi a Roma sul primo Giubileo dell’era della globalizzazione. “Durante l’Anno santo Papa Francesco – ha ricordato il vescovo – ha visitato una casa di riposo nella periferia di Roma, un centro per malati in stato vegetativo, la comunità ‘Il Chicco’ per persone con disabilità intellettiva, la neonatologia dell’Ospedale San Giovanni, un hospice per malati terminali, ex prostitute assistite dalla Comunità Giovanni XXIII, alcuni sacerdoti in difficoltà e alcuni che hanno lasciato il ministero insieme alle loro famiglie, una casa famiglia per bambini e ragazzi… insomma un vero mosaico dal quale far emergere il volto concreto della misericordia che non conosce confini. Più aumenta la povertà nelle sue diverse forme e più la Chiesa è impegnata a scoprire nuove forme con cui essere nel mondo testimone della misericordia”. “Con questo Giubileo, un fatto è certo: la misericordia è diventata la protagonista, almeno per un anno, del vivere quotidiano dei cristiani”, il bilancio di Fisichella. Nella “Misericordia et misera”, inoltre, Papa Francesco  “delinea il percorso della vita futura della Chiesa perché possa essere sempre strumento di misericordia nei confronti di tutti, senza escludere mai nessuno”. Tra le novità introdotte da Bergoglio nell’Anno giubilare, Fisichella ha citato l’istituzione della Giornata mondiale dei poveri “come impegno per tutta la Chiesa a riflettere su come proprio la povertà stia al cuore del Vangelo e su come, per promuovere sia la giustizia sia la pace sociale, la Chiesa debba impedire che ci siano persone nel bisogno e nell’indigenza. Una Giornata in cui i poveri potranno essere i protagonisti nella vita della Chiesa per superare quella cultura dello scarto e dell’emarginazione che abbraccia larghi settori della cultura”.

 

 

Comunicato della Sala Stampa: Visita del Santo Padre al Centro Regionale Sant’Alessio – Margherita di Savoia per i ciechi (Roma), 31.03.2017

Print Mail Pdf

Papa-Francesco-visita-al-Centro-Sant-Alessio-Margherita-di-Savoia-per-i-ciechi_articleimage

Nel pomeriggio di oggi, il Santo Padre Francesco si reca a far visita agli ospiti del Centro Regionale Sant'Alessio - Margherita di Savoia per i ciechi, in Roma. L’Istituto, inizialmente denominato “Cristoforo Colombo”, realizza attività volte all'inclusione sociale dei non vedenti e degli ipovedenti.

Con questa visita, il Papa vuole dare seguito ai cosiddetti “Venerdì della misericordia”, visite private compiute durante il Giubileo della Misericordia, una volta al mese, ripercorrendo le opere di misericordia spirituali e corporali nei confronti di quanti vivono situazioni di esclusione fisica e sociale.

Nel corso della visita odierna, il Papa incontra gli ospiti della struttura, persone con una disabilità sensoriale legata all’uso della vista, non vedenti dalla nascita o a seguito di gravi patologie e alcuni con pluridisabilità. Tra loro, anche circa 50 bambini, che frequentano il Centro per ricevere una formazione speciale che li aiuti nei piccoli gesti quotidiani, e 37 anziani e adulti, residenti fissi presso la struttura.

Al suo arrivo, il Papa viene accolto dal Presidente del Centro, Amedeo Piva, e dal Direttore Generale, Antonio Organtini, anche lui divenuto non vedente nel corso della vita, oltre che da tutto il personale medico e volontario in servizio.

Nel corso della sua visita, il Santo Padre lascia un dono all’Istituto e firma la pergamena per la Cappella del Centro, a ricordo dell’incontro.

Il rientro del Papa in Vaticano è previsto per le ore 18.00 circa.

Il Papa a sorpresa a Ostia per la benedizione delle famiglie

Radio Vaticana, 20 maggio 2017

Print Mail Pdf

download

 

Papa Francesco ha voluto, anche nel mese di maggio, dare seguito ai “Venerdì della Misericordia”, segni ispirati alle opere di misericordia corporali e spirituali durante il Giubileo. Nel pomeriggio di ieri il Papa si è recato a Ostia. Come segno di vicinanza alle famiglie residenti nella periferia di Roma, ha deciso che avrebbe benedetto casa per casa le loro abitazioni, come fa il parroco ogni anno, proprio durante il periodo pasquale. Due giorni fa, don Plinio Poncina, il parroco di Stella Maris, una delle sei parrocchie di Ostia, aveva affisso - come di consueto - un avviso sulla porta del condominio delle case popolari, avvertendo le famiglie che sarebbe passato a trovarle per la consueta benedizione pasquale.

E' stata grande oggi la sorpresa quando, a suonare il campanello, invece del parroco gli inquilini hanno visto Papa Francesco. Il Papa si è “fatto Parroco”: con grande semplicità si è intrattenuto con le famiglie, ha benedetto una dozzina di appartamenti che compongono il condominio di Piazza Francesco Conteduca 11, lasciando in dono il rosario. Scherzando, ha voluto scusarsi per il disturbo, rassicurando però, di aver rispettato l’orario di silenzio in cui i condomini riposano dopo il pranzo, come recita il cartello affisso all’ingresso del condominio. Pur appartenendo al territorio del Comune di Roma, Ostia, con i suoi 100.000 abitanti circa, costituisce un nucleo a se stante, accogliendo all’interno del suo contesto urbano una vivace comunità di fedeli, che si trova a vivere e a condividere anche alcune realtà difficili, legate alla vita della periferia. La chiesa, la parrocchia e il piccolo campo da calcio adiacente, diventano spesso un punto di riferimento per la comunità e costruiscono un punto di approdo per quelle realtà sociali ed esistenziali che spesso, subendo forme di esclusione, rimangono ai margini.

Mons. Plinio Poncina, il parroco di Santa Maria Stella Maris, era l'unico a sapere che il Papa sarebbe andato a benedire le famiglie. Francesca Sabatinelli lo ha intervistato:

 R. – Per me è stato un comprendere quello che Gesù dice: “Non lo dite a nessuno”, perché lui intendeva incontrare le persone sul serio. E’ questo ciò che da una settimana non mi ha fatto dormire: sapere che veniva il Papa ma non potevo dirlo proprio a nessuno, nessuno, neanche a mia sorella, neanche al vice parroco. Nessuno doveva sapere questo. Infatti ho messo il manifesto come tutti gli altri manifesti, ho messo la lettera come tutte le altre lettere per le benedizioni e poi il Papa si è trovato di fronte come ci troviamo tutti quanti noi, persone che aprono, persone che non aprono… E’ riuscito a entrare nel condominio soltanto incontrando le tre persone che erano lì davanti e sono bastate queste tre persone per dare il tam tam a tutto il quartiere. Per cui lui ha visitato queste famiglie ed è stato un incontro meraviglioso. Tutte quante le famiglie hanno chiesto il permesso di appoggiare il capo sulle spalle di Papa Francesco e hanno pressoché tutti quanti pianto. Basti un esempio. Una persona ha detto: “Io non ho il coraggio di venire a San Pietro perché sono sicuro di non poter mai incontrare il Papa e il Papa viene a casa mia?! No, questo non è possibile! Ora posso anche morire!”, parole autentiche di una persona.

D. – Sono state tante le persone che lo hanno accolto in casa?

R. – Uno che era stato operato ha socchiuso la porta, gli ha detto: “Guarda sono stato operato ieri, adesso mi sono alzato perché ho visto che sei tu, Papa” e il Papa l’ha benedetto. Ma in ogni famiglia la sua unica preoccupazione è poter sollevare la fatica, il travaglio, la solitudine, perché tante famiglie anziane e tante persone che si sentono squalificate dalla società, il Papa le ha capite, profondamente.

D. - Il Papa è venuto a contatto anche con quegli aspetti che spesso caratterizzano le città, le periferie e cioè la solitudine degli anziani...

R. - Certo, ma in una maniera provvidenziale per il fatto che nessuno ha costruito questo incontro, tutti quanti si sono incontrati col Papa e hanno parlato cuore a cuore con il Papa. Eravamo chiamati ad essere testimoni di questo incontro dell’anima, di questo incontro non solo della meraviglia, perché il Papa è venuto, ma della possibilità che il Papa sentiva dietro a ogni situazione di trasformarla in preghiera. Il Papa penetra nella sofferenza e la trasforma in preghiera: “Adesso preghiamo”.

D. – Poi il Papa anche fuori dagli appartamenti ha incontrato alcuni altri abitanti del quartiere…

R. – Tutta la  gente si è accalcata fuori ma anche lì ha avuto la possibilità di un incontro personale. Io che conosco le persone ho visto che tutte quante lì fuori hanno potuto comunicare con Gesù: chi aveva la famiglia sfasciata chiedeva una benedizione; chi aveva domani le Prime Comunioni era lì a cantare “Tu lo sai che ti voglio bene”; i giovani con la definizione del Papa: “Tu sei il dolce Cristo in terra”. Capisci che anche l’incontro fuori è stato come un regalare al Papa un respiro di vera fede.

Print Mail Pdf

I VENERDÌ DELLA MISERICORDIA

Il Dicastero si è prodigato con grande passione, discrezione e spesso senza poter evitare il risalto mediatico suscitato, per la realizzazione delle visite a sorpresa del Santo Padre durante i cosiddetti Venerdì della Misericordia. Queste occasioni sono state forte- mente volute da Papa Francesco durante il Giubileo, quale segno concreto di fraterna vici- nanza ed operosa prossimità verso i fratelli esclusi, dimenticati, che soffrono nel corpo e nello spirito.

- 15 gennaio: Visita alla Casa di riposo “Bruno Buozzi” e alla “Casa Iride”

Papa Francesco, dopo aver aperto la Porta Santa all’Ostello della Caritas Diocesa- na “Don Luigi Di Liegro” alla stazione Termini di Roma, continua a dare testimonianza dei segni concreti della Misericordia, recandosi presso la Casa di riposo “Bruno Buozzi”, nel quartiere popolare di Torrespaccata a Roma. Il Papa, incontrando gli ospiti, ha sottoli- neato il grande valore che le persone anziane e i nonni rivestono nella vita della Chiesa e nella società. Il Santo Padre si è poi diretto, nella stessa giornata, anche a “Casa Iride”, unico centro in Europa dove sono ospitate persone in stato vegetativo assistite dai loro fa- miliari.

- 26 febbraio: Visita alla comunità terapeutica “San Carlo”

Papa Francesco, pochi giorni dopo il suo rientro dal viaggio in Messico, si è pre- sentato a sorpresa il 26 febbraio alla porta della Comunità terapeutica “San Carlo” alla periferia di Roma. La comunità, fondata da don Mario Picchi, accoglie cinquantacinque ospiti che hanno intrapreso un percorso per uscire dalla dipendenza delle droghe. La sor- presa è stata generale, nessuno si aspettava di vedere Papa Francesco: la profonda com- mozione ha toccato tutti. Il Papa è voluto rimanere insieme ai giovani, ha ascoltato le loro storie e ha fatto sentire ad ognuno la sua vicinanza. Li ha provocati a non lasciarsi divorare dalla “metastasi” della droga e, abbracciandoli, ha voluto far comprendere quanto il cam- mino iniziato in comunità sia una reale possibilità per ricominciare a esprimere una vita degna di essere vissuta.

- 24 marzo: Visita al C.A.R.A di Castelnuovo di Porto (Roma)

Papa Francesco il 24 marzo, giovedì santo, si è recato al Centro Accoglienza Ri- chiedenti Asilo (C.A.R.A.) di Castelnuovo di Porto, per lavare i piedi a dodici profughi che hanno avuto vicende turbolente e situazioni al limite della sopportazione fisica e psi- cologica in paesi dove regna il dolore e la sofferenza, dai quali sono scappati per raggiun- gere l’Italia. Il Santo Padre si è inchinato per lavare i piedi dei “dodici prescelti” compien- do lo stesso gesto d’amore di Gesù nell’Ultima Cena, che si china ai piedi dei discepoli per esprimere la piena compassione di Dio per l’uomo. Si è trattato di un gesto fortemente simbolico che invita tutta la Chiesa a mettersi a servizio dell’umanità provata e sofferente. Il Centro ospita, in totale, 892 persone, di cui 554 di religione mussulmana, 337 cristiana e 2 hindu. Tra queste, oltre ai dodici fedeli, il Papa ha incontrato anche alcune famiglie di profughi originarie della Palestina e dall’Eritrea.

- 16 aprile: Visita all’isola di Lesbo

Tra le opere di Misericordia che Papa Francesco ha compiuto durante l’Anno San- to c’è stata anche la visita all’isola di Lesbo. «Andiamo ad incontrare la catastrofe più grande dopo la seconda guerra mondiale» aveva detto il Papa durante il viaggio che lo avrebbe portato a Lesbo. Il Santo Padre si è recato pellegrino di misericordia sull’isola, definita “Periferia dell’Europa”, e ha incontrato al campo profughi centinaia di persone che erano lì ad attenderlo. Ha stretto decine di mani, ha asciugato tante lacrime, ha dato una parola a ciascuno; in seguito ha pranzato in un container con i fratelli Ortodossi e una decina di rifugiati. Dopo il pranzo i tre leader religiosi si sono spostati al porto di Mitilene dove sono state ricordate le vittime e i morti che non sono riusciti a salvarsi inghiottiti dalle acque. Papa Francesco, il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli e l’Arcivescovo greco-ortodosso Hieronymos hanno poi ricevuto delle corone d’alloro che hanno lanciato in mare. Poi, Francesco, si è rivolto ai leader dell’Europa implorando una risoluzione de- finitiva alla catastrofe delle migrazioni e rincuorando i presenti con un caloroso e miseri- cordioso «Non siete soli». Infine, prima di ripartire per Roma, il Papa ha deciso di portare con sé tre famiglie siriane, tutte di religione musulmana, per un totale di dodici persone. 

Il gesto, che il Santo Padre ha definito «una goccia d’acqua nel mare», ha sorpreso il mon- do e le famiglie stesse che hanno potuto iniziare una nuova vita in Italia.

- 13 maggio: Visita alla Comunità “Il Chicco”

Il Papa, nella giornata di venerdì 13 maggio, ha visitato a sorpresa la Comunità “Il Chicco” di Ciampino, alle porte di Roma. Si tratta di una realtà legata alla grande famiglia dell’Arca fondata da Jean Vanier nel 1964. La federazione è presente in oltre trenta Paesi nei cinque continenti e, insieme all’associazione “Fede e Luce”, si dedica alle persone più deboli ed emarginate della società. La Comunità “Il Chicco” è la prima realizzata in Italia nel 1981 ed ospita diciotto persone con grave disabilità mentale.

- 17 giugno: visita alla Comunità “Monte Tabor” e “Cento Preti”

Papa Francesco, nel pomeriggio di giovedì 17 giugno, si è presentato a sorpresa alla comunità “Monte Tabor”, dove vivono otto sacerdoti sotto la guida di un diacono permanente, inviati lì dai rispettivi vescovi per svariate problematiche. La prima visita del Papa, conclusasi tra la commozione e gli applausi, è stata seguita da una seconda visita alla comunità dei sacerdoti anziani della Diocesi di Roma, che si chiama ufficialmente “Casa San Gaetano”, ma è più nota come “I cento preti”.

- 12 agosto: Visita alla Comunità “Papa Giovanni XXIII”

Il 12 agosto il Santo Padre si è recato nella struttura romana della Comunità “Papa Giovanni XXIII” fondata da don Oreste Benzi, per incontrare venti donne liberate dalla schiavitù del racket della prostituzione. Alcune provengono dalla Romania, altre dall’Al- bania, e le restanti dalla Nigeria, dalla Tunisia, dall’Ucraina e dall’Italia: tutte intorno ai trent’anni e tutte che hanno subito gravi violenze psico-fisiche e che adesso vivono sotto protezione. La situazione delle donne di fronte a cui si è trovato il Santo Padre è stata de- finita da lui stesso «un delitto contro l’umanità e una piaga nel corpo dell’umanità con- temporanea, una piaga nella carne di Cristo».

- 16 settembre: Visita al reparto di Neonatologia dell’Ospedale “San Giovanni” e all’Hospice “Villa Speranza”
Sorprendendo tutti, Papa Francesco, a poco più di due mesi dalla fine del Giubileo,

il 16 settembre si è presentato al pronto soccorso e al reparto di neonatologia dell’Ospeda- le “San Giovanni” di Roma, in cui si trovano ventiquattro bambini bisognosi di cure e supporto costante, e all’Hospice “Villa Speranza”, dove sono ricoverati una trentina di pazienti in fase terminale. Papa Francesco è rimasto con loro, ha pregato e abbracciato o- gni presente, mostrando tutta la sua comprensione e il suo amore misericordioso. In mez- zo allo stupore e alla commozione dei presenti si è poi allontanato concludendo l’ennesi- mo segno di misericordia dell’omonimo Giubileo.

- 4 ottobre: Visita ad Amatrice (Rieti)

Poco più di un mese dopo l’ennesima tragedia sismica che ha colpito il Centro Ita- lia, il 4 ottobre è arrivata a sorpresa la visita di Papa Francesco. Il primo paese in macerie che ha accolto il Santo Padre è stato Amatrice, dove ha visitato una scuola, ha pregato da solo e con i presenti e si è complimentato, ringraziando personalmente, il prezioso lavoro dei Vigili del fuoco e dei volontari. Successivamente la partenza per Accumoli, dove il è giunto verso l’ora di pranzo, per poi arrivare nel tardo pomeriggio ad Arquata del Tronto. «Vi sono vicino, sono con voi! Non vi lasceremo soli» ha detto Papa Francesco alle vitti- me del terremoto. Una visita non preannunciata, sentita dal Santo Padre, e in perfetta sintonia con il messaggio di Misericordia dell’Anno Santo.

- 14 ottobre: Visita al “Villaggio SOS”

Anche nel mese di ottobre il Santo Padre ha rispettato l’impegno giubilare dei Venerdì della Misericordia. Il 14 ottobre, infatti, Papa Francesco si è recato nella zona di Boccea, presso il “Villaggio SOS” di Roma: una casa famiglia che accoglie bambini, su segnalazione dei Servizi Sociali e del Tribunale per i minori, in condizioni di disagio per- sonale, familiare e sociale. La casa si sforza di ricreare l’ambiente adatto per garantire ai bambini la crescita serena che il nucleo familiare originale è impossibilitato a offrire. Il Papa è arrivato nel primo pomeriggio in maniera del tutto inaspettata, come di consueto, portando, oltre alla bella sorpresa, dolci e regali per tutti i bambini.